AI Act – Cosa cambia con l’approvazione del Parlamento Europeo?

Aggiorniamo l’articolo precedente con le novità introdotte dalla votazione del 14.6.2023 del Parlamento europeo che ha approvato l’AI Act, la prima normativa globale per regolamentare l’intelligenza artificiale (AI), con 499 voti favorevoli su 620. 

Il regolamento ora entra nelle fasi finali di approvazione, attesa entro l’anno. L’AI Act mira a introdurre regole più severe sulla raccolta di immagini facciali da Internet e aumentare la trasparenza nell’AI. I divieti introdotti riguardano il riconoscimento facciale in tempo reale in aree pubbliche, il database di riconoscimento facciale basato su scraping, la categorizzazione biometrica, le tecniche subliminali e il software di riconoscimento delle emozioni.  

L’AI Act pone l’accento sulla privacy e l’uso dei dati personali, richiedendo alle aziende di garantire la trasparenza e la protezione dei diritti degli utenti. Nonostante il rifiuto degli emendamenti che avrebbero permesso il riconoscimento biometrico / facciale in casi eccezionali, i governi nazionali potranno apportare modifiche. Dopo l’approvazione finale, l’AI Act dovrebbe entrare in vigore nel 2024, con un periodo di due anni per permettere alle aziende di adeguarsi alle nuove regole. 

Di seguito una scheda riassuntiva: 

1.Approvazione 

– Il Parlamento europeo ha approvato l’AI Act con 499 voti favorevoli, 28 contrari e 93 astenuti. 

– Questa è una bozza ed è la prima regolamentazione al mondo sull’intelligenza artificiale. 

– L’approvazione finale dell’UE è attesa entro l’anno corrente. 

2.Obiettivo  

– Stabilire regole per lo sviluppo e l’utilizzo dell’AI nell’UE, inclusi divieti più severi sulla raccolta di immagini facciali da Internet o filmati CCTV. 

– Aumentare la trasparenza nell’ambito dell’intelligenza artificiale. 

3.Divieti introdotti 

– Divieto di riconoscimento facciale in tempo reale in aree pubbliche e di polizia predittiva. 

– Divieto di database di riconoscimento facciale basati su scraping. 

– Divieto di categorizzazione biometrica. 

– Divieto di tecniche subliminali. 

– Divieto di software di riconoscimento delle emozioni. 

– Divieto di applicazioni che possono portare al social scoring. 

4.Il punto privacy  

– Riguarda l’uso dei dati personali. 

– Le aziende dovranno garantire la trasparenza delle informazioni, l’implementazione di procedure adeguate per consentire agli utenti di esercitare i propri diritti e la protezione dei diritti degli utenti. 

Per i sistemi di AI ad alto rischio, fornitori dovranno implementare misure tecniche e organizzative avanzate per tutelare tali diritti. 

5.Posizioni politiche contrastanti 

– Il Parlamento europeo ha respinto gli emendamenti che richiedevano l’autorizzazione del riconoscimento biometrico / facciale in aree pubbliche in alcuni casi eccezionali. 

– I governi nazionali avranno la possibilità di apportare  qualche modifica.

6.Entrata in vigore dell’AI Act 

– Dopo l’approvazione finale, l’AI Act dovrebbe entrare in vigore nel 2024, con un periodo di due anni di tolleranza per l’adeguamento delle aziende alle nuove regole. 

 

Giovanni Brancalion Spadon

Giovanni Brancalion Spadon

Nato a Venezia, ha studiato presso l’Università di Bologna e presso l’UCLA California, è iscritto all’Albo Avvocati di Venezia dal 2004. Dopo la laurea ha conseguito un master in Diritto delle Nuove Tecnologie, uno in Diritto Ambientale e uno in Diritto d’Autore e dello spettacolo e si è specializzato in Blockchain Technologies presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston. Docente presso la Business School dell’Università Ca’Foscari di Venezia, collabora con istituti di formazione per le materie connesse al diritto delle nuove tecnologie, alla privacy e alla blockchain e relative applicazioni, all’amministrazione digitale; è consulente di P.A. per la digitalizzazione e l'adeguamento GDPR. Socio fondatore di Porto4, è dedicato principalmente ai programmi 4ANALYSIS - analisi strategica d'Impresa, 4 GDPR  e 4FORMAZIONE - per la diffusione della cultura legale nelle imprese. Da oltre 15 anni opera nel diritto delle nuove tecnologie, industriale, d’autore e societario. E’ interessato ai processi d’innovazione in ogni ambito, appassionato d’arte contemporanea e insegna teatro.